Wellness
i bambini, la tecnologia ed i benefini dell'attività fisica in piscina. Le nuove generazioni (Nativi Digitali) nascono e crescono in un contesto dove la tecnologia è parte integrante della quotidianità e si caratterizzano per una rapidità di apprendimento di funzioni e interfacce, velocità di acquisizione delle competenze tecnologiche. Del resto viviamo in una società dove si passeggia tenendo costantemente in mano lo smartphone e si cena alternando una sbirciata al piatto ed una a Facebook o Whatsapp.

Antonio Maiorano, responsabile nuoto Campus x sporting BariCome è iniziata la tua passione per il nuoto? A che età?
All’epoca Rosolino e Fioravanti vincevano in diretta Rai le loro medaglie olimpiche. Era il 2000 e con il mio compagno di sempre, decisi di iniziare, dopo tanti sport praticati, questa nuova esperienza. L’obiettivo, ci dicevamo, sarebbe dovuto essere quello di mantenerci giovani fisicamente e arrivare un giorno a nuotare nelle piscine dei migliori. Poi l’acqua ha fatto tutto il resto.

Gli individui fisicamente attivi presentano un rischio ridotto di declino cognitivo.
Studi dimostrano che per avere un cervello giovane in età anziana occorre fare sport quando si è nella mezza età.

L’Alzheimer e le altre forme di demenza affliggono oltre un milione e 200 mila persone

 

Si calcola che nei prossimi vent’anni una famiglia italiana su quattro avrà un parente malato e il numero delle persone affette da una forma di demenza è destinato a triplicarsi entro il 2050. Per questo la ricerca sul morbo continua incessante, incassando qualche volta anche risultati insperati come l’individuazione recente della firma genetica della malattia.
La maggioranza dei pazienti con questo disturbo sono over 65, in Italia una persona malata di Alzheimer costa circa 22mila euro l’anno per famiglia. Secondo alcuni studi poi nel 50% dei casi uno dei famigliari è costretto a lasciare il lavoro prima del tempo per assistere la persona malata.

Nel settembre del 2016 è stato pubblicato sul "Journal of Alzheimer's Disease" uno studio svolto dai ricercatori dell'Università di Helsinki, che hanno monitorato l'attività di 3.050 coppie di gemelli finlandesi intorno ai 40-50 anni evidenziando come la relazione tra attività fisica e "mente giovane" è indipendente da ipertensione di mezza età, fumo, livello di istruzione, sesso, obesità e alcool. Questo significa che l'influenza benefica dell'attività fisica sul cervello non si basa unicamente sulla riduzione dei fattori di rischio vascolare.

Premesso che attualmente non esiste nessuna cura per la demenza, lo studio ha prodotto una elevato numero di informazioni utili per la prevenzione di questa malattia. I fattori tradizionali di rischio vascolare (pressione sanguigna elevata, ipercolesterolemia, obesità, diabete e mancanza di esercizio fisico) sono stati associati con il rischio di demenza. In particolare, quando i ricercatori hanno confrontato il rischio di deficit cognitivo di un soggetto rispetto al suo gemello, hanno notato che colui che aveva praticato attività sportiva nei 25 anni precedenti presentava una mente più giovane rispetto al gemello che aveva condotto una vita sedentaria.

Morale della favola?

L'attività fisica come il nuoto, considerato uno sport completo e adatto ad ogni età, può offrire numerosi benefici per la nostra salute e per il nostro corpo, e inoltre costituisce uno strumento di prevenzione fondamentale con un impatto potenzialmente notevole sull'incidenza della demenza, malattia che ad oggi resta senza cura.

L'esercizio in piscina e il nuoto, svolto in maniera continuativa e regolare, oltre a contribuire al benessere fisico e alla longevità sia dell'uomo che della donna, agirebbe anche prevenendo i depositi di sostanza amiloide, causa dell'Alzheimer negli anziani.

FONTE: Journal of Alzheimer's Disease

In gravidanza si può fare sport? Quali attività sono consigliate e quali potrebbero essere un problema? In Italia non ci sono linee guida, ma gli esperti assicurano che mezz'ora al giorno di attività aerobica moderata, come camminare veloce o fare attività in acqua, non solo non fa male ma fa benissimo.

L'organismo umano non è nato per l'inattività: il movimento gli è connaturato e una regolare attività fisica (che sia il nuoto, la corsa o anche una passeggiata veloce), anche di intensità moderata, contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita.

Al contrario, la scarsa attività fisica è implicata nell'insorgenza di alcuni tra i disturbi e le malattie oggi più frequenti: diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatori (infarto, miocardio, ictus, insufficienza cardiata), tumori.